"Memoria del Futuro"

Viaggio nel mondo del teatro antico del Mediterraneo, alle radici del comunicare, è un contributo allo sviluppo della cultura del dialogo.

“Statua di fanciullo con maschera” – Roma musei capitolini – inv.705 

La storia

La cultura intesa quale strumento indispensabile per raggiungere l’obiettivo della reciproca comprensione, per affermare e radicare un’immagine forte e credibile del nostro paese nel mondo, attuando una strategia attenta e mirata.

Da sempre strumento di politica estera, la cultura può dimostrarsi determinante per consentire all’Italia di svolgere un ruolo efficace nell’indicare e favorire la realizzazione di un percorso di pace in tutta l’area del Medio Oriente.

La mostra “MEMORIA DEL FUTURO” coinvolge in modo attivo le Istituzioni, il mondo intellettuale ed il patrimonio archeologico dei diversi paesi dell’area mediterranea.

La scelta di questa mostra come evento di apertura dell’incontro EUROMED di Napoli il 2/3 dicembre 2003 ha rappresentato un segnale forte per la Conferenza, perché ha  sottolineato una delle priorità, sa sempre, nella politica estera italiana: concorrere a realizzare un’area di stabilità, di pace, di sicurezza e di sviluppo condiviso.

Il progetto si prefigge di realizzare un dialogo concreto, attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni, delle università, delle scuole, delle associazioni culturali, delle espressioni artistiche, dei musei e dei siti archeologici – molti dei quali, fra l’altro, sono classificati patrimonio mondiale dall’UNESCO – attraverso cui porre in luce il contributo comune alla creazione della civiltà occidentale.

La scelta di questa mostra come evento di apertura dell’incontro EUROMED di Napoli il 2/3 dicembre 2003 ha rappresentato un segnale forte per la Conferenza, perché ha  sottolineato una delle priorità, sa sempre, nella politica estera italiana: concorrere a realizzare un’area di stabilità, di pace, di sicurezza e di sviluppo condiviso.

Cosa rappresenta

L’Italia con “MEMORIA DEL FUTURO” propone la realizzazione di “una casa per il dialogo ed il confronto” che, partendo dal teatro antico nel Mediterraneo quale luogo di “Architetture e Rappresentazioni, di racconto ed esternazione, di incontro e civile confronto”, possa aprire e consolidare la strada ad una sempre maggiore cooperazione culturale, al processo di pace nel Mediterraneo e nel Medio. La mostra nasce in attuazione delle decisioni prese nella Dichiarazione di Barcellona, con particolare riferimento alla promozione di scambi culturali tesi ad “unire” le sponde del Mediterraneo, e si concretizza accogliendo le raccomandazioni contenute nella Dichiarazione di Segesta (salvaguardia e promozione del patrimonio architettonico e culturale antico, che gli europei condividono con l’insieme degli abitanti dei paesi costieri del Mediterraneo).

La mission

La mostra rende fruibili i risultati dello straordinario lavoro di ricerca e catalogazione dei teatri antichi esistenti, effettuato sotto il patrocinio dell’UNESCO, che ha portato all’individuazione di circa mille teatri, lavoro di fondamentale importanza per conoscerne le diverse forme ed espressioni, vederne la diffusione geografica e lo sviluppo nel tempo e, soprattutto, comprendere l’essenziale funzione che possono svolgere nel nostro presente. In particolare, la mostra, a cura del prof. Hans Peter Isler dell’Istituto Archeologico dell’Università di Zurigo, attraverso una macchina scenica costituita dalla ricostruzione per elementi stilizzati di un teatro antico immaginario, che a sua volta contiene oggetti, reperti e testimonianze di eccezionale valore, propone ai visitatori un viaggio ideale dove il teatro racconta se stesso attraverso i luoghi, le architetture e le rappresentazioni. Il suggestivo percorso che si realizza incontrando le peculiari similitudini dominanti in tutti gli impianti teatrali, dal Portogallo all’Afghanistan, dall’Inghilterra alla Giordania e all’ Egitto, così come nei modi di rappresentare le vicende e gli stati d’animo umani, consente di comprendere quanto nel Mediterraneo, culla di grandi civiltà in continuo divenire, la ricerca di radici culturali comuni possa incoraggiare il dialogo e la cooperazione internazionale. Napoli, sede dell’incontro Euromed tenuto nel Semestre di  Presidenza Italiana dell’Unione Europea, ha rappresentato la partenza ideale per il “Viaggio alle radici del comunicare”. La Seaprom Srl ha ripreso questo progetto di cui è titolare, per espanderlo e realizzarlo con le più moderne tecnologie.

"Memoria del Futuro"

 Viaggio nel mondo del teatro antico del Mediterraneo, alle radici del comunicare, è un contributo allo sviluppo della cultura del dialogo.

“Statua di fanciullo con maschera” – Roma musei capitolini – inv.705 

La storia

La cultura intesa quale strumento indispensabile per raggiungere l’obiettivo della reciproca comprensione, per affermare e radicare un’immagine forte e credibile del nostro paese nel mondo, attuando una strategia attenta e mirata.

Da sempre strumento di politica estera, la cultura può dimostrarsi determinante per consentire all’Italia di svolgere un ruolo efficace nell’indicare e favorire la realizzazione di un percorso di pace in tutta l’area del Medio Oriente.

La mostra “MEMORIA DEL FUTURO” coinvolge in modo attivo le Istituzioni, il mondo intellettuale ed il patrimonio archeologico dei diversi paesi dell’area mediterranea.

La scelta di questa mostra come evento di apertura dell’incontro EUROMED di Napoli il 2/3 dicembre 2003 ha rappresentato un segnale forte per la Conferenza, perché ha  sottolineato una delle priorità, sa sempre, nella politica estera italiana: concorrere a realizzare un’area di stabilità, di pace, di sicurezza e di sviluppo condiviso.

Il progetto si prefigge di realizzare un dialogo concreto, attraverso il coinvolgimento delle giovani generazioni, delle università, delle scuole, delle associazioni culturali, delle espressioni artistiche, dei musei e dei siti archeologici – molti dei quali, fra l’altro, sono classificati patrimonio mondiale dall’UNESCO – attraverso cui porre in luce il contributo comune alla creazione della civiltà occidentale.

La scelta di questa mostra come evento di apertura dell’incontro EUROMED di Napoli il 2/3 dicembre 2003 ha rappresentato un segnale forte per la Conferenza, perché ha  sottolineato una delle priorità, sa sempre, nella politica estera italiana: concorrere a realizzare un’area di stabilità, di pace, di sicurezza e di sviluppo condiviso.

Cosa rappresentiamo

L’Italia con “MEMORIA DEL FUTURO” propone la realizzazione di “una casa per il dialogo ed il confronto”  che, partendo dal teatro antico nel Mediterraneo quale luogo di “Architetture e Rappresentazioni, di racconto ed esternazione, di incontro e civile confronto”, possa aprire e consolidare la strada ad una sempre maggiore cooperazione culturale, al processo di pace nel Mediterraneo e nel Medio.
La mostra nasce in attuazione delle decisioni prese nella Dichiarazione di Barcellona, con particolare riferimento alla promozione di scambi culturali tesi ad “unire” le sponde del Mediterraneo, e si concretizza accogliendo le raccomandazioni contenute nella Dichiarazione di Segesta (salvaguardia e promozione del patrimonio architettonico e culturale antico, che gli europei condividono con l’insieme degli abitanti dei paesi costieri del Mediterraneo).

La mission

La mostra rende fruibili i risultati dello straordinario lavoro di ricerca e catalogazione dei teatri antichi esistenti, effettuato sotto il patrocinio dell’UNESCO, che ha portato all’individuazione di circa mille teatri, lavoro di fondamentale importanza per conoscerne le diverse forme ed espressioni, vederne la diffusione geografica e lo sviluppo nel tempo e, soprattutto, comprendere l’essenziale funzione che possono svolgere nel nostro presente.

In particolare, la mostra, a cura del prof. Hans Peter Isler dell’Istituto Archeologico dell’Università di Zurigo, attraverso una macchina scenica costituita dalla ricostruzione per elementi stilizzati di un teatro antico immaginario, che a sua volta contiene oggetti, reperti e testimonianze di eccezionale valore, propone ai visitatori un viaggio ideale dove il teatro racconta se stesso attraverso i luoghi, le architetture e le rappresentazioni.

Il suggestivo percorso che si realizza incontrando le peculiari similitudini dominanti in tutti gli impianti teatrali, dal Portogallo all’Afghanistan, dall’Inghilterra alla Giordania e all’ Egitto, così come nei modi di

rappresentare le vicende e gli stati d’animo umani, consente di comprendere quanto nel Mediterraneo, culla di grandi civiltà in continuo divenire, la ricerca di radici culturali comuni possa incoraggiare il dialogo e la cooperazione internazionale.

Napoli, sede dell’incontro Euromed tenuto nel Semestre di  Presidenza Italiana dell’Unione Europea, ha rappresentato la partenza ideale per il “Viaggio alle radici del comunicare”. La Seaprom Srl ha ripreso questo progetto di cui è titolare, per espanderlo e realizzarlo con le più moderne tecnologie.